<link rel="stylesheet" href="//fonts.googleapis.com/css?family=Roboto%3A400%2C400i%2C700">Pensioni precoci 2019 — ultime notizie sulle pensioni precoci 41 e 57 anni, riforma e la quota 100
Pensioni precoci 2019

TUTTE LE NOVITÀ PER IL 2019 SULLE PENSIONI PRECOCI E SU QUOTA 100

Ogni anno, la legislazione in materia di pensionamento si presenta sempre diversa: in parte per effetto delle nuove leggi e in parte perché la stessa riforma Fornero prevedeva un adeguamento dei requisiti contributivi con l’aumentare dell’età media della popolazione.

Vediamo allora in che cosa consiste e quali sono tutte le news per le pensioni precoci.

Parte introduttiva

La legge di stabilità 2017 ha permesso ai lavoratori cosiddetti precoci di ottenere la pensione prima del previsto: infatti, ha ridotto di un periodo più o meno lungo, a seconda della situazione contributiva dei singoli, gli anni di contribuzione richiesti.

Vengono chiamati lavoratori precoci quelli che si sono inseriti nel mondo del lavoro e versare contributi ancora prima di raggiungere la maggiore età.

Prima che venisse promulgata nel 2012 la legge Fornero, per avere diritto alla pensione era sufficiente avere versato contributi per un periodo di quarant’anni, senza che ci fosse un tetto minimo legato all’età anagrafica.

Di conseguenza, i lavoratori precoci, in alcuni casi, potevano chiedere e ottenere il pensionamento anche prima di compiere sessant’anni.

Cambiamento delle regole dopo la riforma Fornero

Dopo la riforma Fornero, le regole sono cambiate e sono cambiati progressivamente i requisiti.

Oggi i quarant’anni non sono più sufficienti, ma sono necessari quarantadue anni e dieci mesi nel caso di contribuzione da parte di uomini e quarantun’anni e dieci mesi di contribuzione femminile.

Dopo un lungo periodo di lotte sindacali tese a garantire i diritti delle categorie lavorative più disagiate e ad accorciare la contribuzione obbligatoria a quarantun’anni, è stata attuata la riforma delle pensioni precoci.

Con che età si può andare in pensione

Il quadro generale sull’età e sul periodo di contribuzione necessari al pensionamento è in movimento costante, anche per effetto della legge Fornero che prevedeva un aggiornamento biennale dei requisiti necessari per avere diritto al pensionamento.

In pratica, prendendo come punto fermo il fatto che la vita media è in costante aumento, il legislatore ha stabilito come ogni due anni fosse necessario aumentare il tetto minimo di contribuzione o dell’età minima per andare in pensione, a condizione che l’incremento non superasse in tre mesi.

Riforma pensioni precoci

Nel 2019 sarebbe dovuto scattare un nuovo aumento

Tuttavia è stato parzialmente bloccato. Mentre per le pensioni di vecchiaia (sia per quella classica con vent’anni di contribuzione, sia per quella contributiva con cinque anni di contributi) è rimasta immutata la norma che innalza di qualche mese l’età pensionabile, è stata invece congelata la norma che modificava i requisiti per le pensioni anticipate, tra quella per i lavoratori precoci.

La pensione di vecchiaia

Per la pensione di vecchiaia è passata da una età minima di 66 anni e 7 mesi a 67 anni, la pensione di vecchiaia contributiva è passata da settant’anni e 7 mesi a 71 anni e la pensione di vecchiaia anticipata contributiva da 73 anni e 7 mesi a 74 anni.

Attualmente la situazione è questa:

Tipo pensioneEtà anagraficaAnni contribuzione
Vecchiaia67 anniVenti
Vecchiaia contributiva71 anniCinque
Vecchiaia anticipata contributiva64 anniVenti
Anticipata42 anni e 10 mesi uomini
41 anni e 10 mesi donne
Lavoratori precoci41 anni

Le ultime notizie sulle pensioni precoci riguardano il blocco dello scatto: infatti, il periodo di versamento dei contributi sarebbe dovuto aumentare di cinque mesi (da 41 anni a 41 anni e 5 mesi).

Invece la modifica è bloccata fino per otto anni e entrerà in vigore dall’inizio del 2027.

Chi è considerato un lavoratore precoce

Attualmente la normativa è chiarissima: le pensioni precoci 2019 sono per coloro che hanno svolto attività lavorativa per almeno 12 mesi, anche non consecutivi, prima di compiere 19 anni.

Ma questo non è sufficiente, infatti devono trovarsi in almeno una delle seguenti situazioni:

  • Disoccupati che non abbiano percepito ammortizzatori sociali negli ultimi novanta giorni. Inoltre, la disoccupazione non deve essere volontaria ma causata da licenziamento, interruzione consensuale dell’attività lavorativa dopo che sono state messe in essere attività di conciliazione o in seguito a dimissioni per giusta causa;
  • Lavoratori che prestano cura, da un periodo di sei mesi, al proprio coniuge o a un famigliare entro il 1° grado di parentela che presenti un handicap grave e che sia convivente;
  • Lavoratori che presentano una scarsa capacità lavorativa (ridotta di almeno il 74%);
  • Lavoratori che si sono occupati di attività gravose e usuranti per almeno sei anni sugli ultimi sette o sette sugli ultimi dieci.

Le pensioni precoci a 57 anni sono possibili?

In base a queste novità le pensioni precoci a 57 anni sono diventate possibili.

Infatti, a chi rientra in queste casistiche, è stato concesso di andare in pensione prima degli altri.

Se venissero applicate anche per loro le regole che valgono per gli altri contribuenti, in alcuni casi dovrebbero prestare la loro opera lavorativa per parecchi anni in più.

Oggi, infatti, proprio per effetto dell’aumentare della speranza di vita, viene dato maggior peso all’età anagrafica.

Quindi aver iniziato a svolgere l’attività lavorativa e a accumulare contributi in giovanissima età può rappresentare uno svantaggio anziché un vantaggio.

La quota 41

Per andare in pensione, queste tipologie di lavoratori possono quindi sfruttare la cosiddetta quota 41, senza tenere conto dall’età.

I quarantuno anni contributivi, di cui almeno dodici mesi maturati prima dei 19 anni, non devono essere necessariamente continuativi, tuttavia l’attività lavorativa deve aver preso avvio prima del 31 Dicembre 1995.

Il calcolo relativo all’importo delle pensioni precoci 41 anni verrà quindi fatto con il sistema misto.

Riforma pensioni precoci: ultimissime notizie

Le novità sulle pensioni precoci oggi riguardano due aspetti in particolare:

  • Il blocco dell’adeguamento del periodo contributivo minimo con aumento biennale;
  • La finestra di accesso alle pensioni precoci.

La prima novità deriva dall’entrata in vigore del decreto legge collegato alla Legge di Bilancio 2019.

L’articolo 15 del decreto legge, infatti, rimanda al 2027 l’adeguamento dei termini e, di fatto, riporta indietro la situazione al 2018.

Il blocco vale per tutte le pensioni anticipate

Non ci saranno gli scatti che avrebbe portato:

  • da 42 anni e dieci mesi a 43 anni le pensioni anticipate per gli uomini;
  • da 41 anni e dieci mesi a 42 anni per le donne;
  • da 41 anni a 41 anni e cinque mesi per i lavoratori precoci.

Pensioni precoci infografica

La finestra di accesso

La seconda novità, quella invece legata alla finestra per iniziare a percepire le pensioni precoci.

Chi avrà compiuto i 41 anni di lavoro precoce dopo il 1 gennaio 2019 dovrà aspettare 3 mesi dalla data dell’ottenimento del diritto per poter ricevere la pensione. In quei mesi potrà continuare a lavorare.

Chi invece abbia raggiunto il diritto entro il 31.12.2018, non dovrà attendere i tre mesi.

Che cosa pensi della nuova quota 100 per il pensionamento anticipato?
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La quota 100: quali sono le novità

A pochi mesi dall’entrata in vigore del decreto legge che le ha rese effettive, ecco che arrivano per le pensioni quota 100 le ultimissime notizie.

Le quota 100 sono quelle concesse a chi ha versato contributi per un minimo di 38 anni a fronte di un’età anagrafica di 62 anni.

Questa nuova norma non elimina, come qualcuno pensava, la legge Fornero, ma costituisce una possibilità in più che integra le disposizioni attualmente in essere.

Si tratta di una sorta di incrocio tra ciò che stabilisce la legge relativamente alla pensione anticipata e alla pensione di vecchiaia.

Pensioni quota 100 ultimissime

La fase sperimentale della quota

In questo momento la quota 100 rientra in una fase sperimentale, avviata nel 2019 fino al 31 dicembre del 2021.

In ogni caso:

  • Chi raggiunge il diritto di accedere in questi tre anni sperimentali, manterrà il diritto anche in seguito anche se non ne usufruisce in questi anni;
  • Anche per la quota 100 è bloccato lo scatto dell’età pensionabile, rimarrà quindi fermo a 62 anni;
  • Non è prevista riduzione dell’importo percepito, in quanto viene calcolato con il sistema retributivo;
  • Fino al compimento dei 67 anni di età non è possibile sommare i redditi da lavoro e pensione. L’unico caso in cui è possibile è quando si tratta di redditi da lavoro autonomo occasionale inferiori a 5000 euro.

Anche per accedere alla pensione con la quota 100 sono state definite alcune finestre, che variano per data di apertura e per durata in base al comparto a cui appartiene il lavoratore.

Sono tre i grossi blocchi

  1. il settore privato, che comprende sia dipendenti sia autonomi;
  2. il settore pubblico;
  3. il comparto scuola.

Le aperture delle finestre sono fissate rispettivamente al 1° aprile, al 1° agosto e al 1° settembre per chi matura il diritto in corso d’anno.

Chi, invece, aveva già maturato il diritto a fine 2019, dovrà aspettare 3 mesi, nel settore privato, e 6 nel settore pubblico.

Proprio in queste settimane si stanno calcolando le stime relative ai primi pensionamenti ottenuti con quota 100.

I fatti interessanti

I dati rivelano che una richiesta su tre arriva dal Sud-Italia anche se sul totale la prevalenza è di richieste di lavoratori settentrionali.

Il dato che più stupisce è quello relativo al conteggio uomo-donna: parrebbe, infatti, che solo il 10% delle richieste di pensionamento sia femminile.

L’importo delle pensioni non sconta decurtazioni importanti, infatti nel 45% dei casi si tratta di pensioni tra i 1000 e i 1500 euro e ben oltre il 30% hanno una consistenza tra i 1500 e i 3000 euro.

Il numero delle richieste

Interessante anche il numero delle richieste: se finora sono giunte circa 23.000 pensioni, bisogna considerare che si tratta dei soli contribuenti che avevano già maturato il diritto nel 2018.

L’Inps prevede che in breve si raggiungeranno le 50.000 domande. In alcuni settori il rischio è di uno svuotamento senza che sia pronto il necessario ricambio generazionale.

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Francesca Lombardi / Caporedattore
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Commento: 4
  1. Lora

    Fino a quando dura il requisito di 41 anni di contributi per andare in pensione anticipata?

    1. Francesca Lombardi (автор)

      Per i lavoratori definiti Precoci, il blocco degli scatti sarà valido fino al 31 dicembre 2026, poi salirà in base all’adeguamento delle aspettative di vita.

  2. Angela

    Che cos’è la finestra trimestrale per le pensioni precoci?

    1. Francesca Lombardi (автор)

      Significa che per dal 2019 fra la maturazione del diritto alla pensione e la decorrenza, devono almeno passare tre mesi. Ma chi ha maturato il diritto prima del 2019 non si vede applicata tale finestra.

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