<link rel="stylesheet" href="//fonts.googleapis.com/css?family=Roboto%3A400%2C400i%2C700">Legge di bilancio 2020 — ultime news, riforma e notizie sulle pensioni
Ultime notizie su pensioni

LEGGE DI BILANCIO 2020: LE PROSSIME NOVITÀ SULLE PENSIONI

Quali riforme ci aspettano con la legge di bilancio 2020 sulle pensioni?

Opzione donna, Quota 100 e pensione di garanzia, quali proroghe nel 2020?

Le riforme che nel 2020 potranno essere introdotte riguardo le pensioni.

Parte introduttiva

Con la formazione del nuovo governo d’intesa tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico, prende il via lo studio nella nuova legge di Bilancio 2020 con attenzione particolare sulle pensioni.

In linea di massima alcune delle riforme introdotte con il primo governo del presidente Conte vedranno una proroga come:

  1. Opzione donna;
  2. Quota 100 (che verrà applicata in maniera sperimentale fino al 2021;
  3. Pensione di garanzia.

Inoltre si prevedono delle novità per la categoria delle donne e degli invalidi, ma a quanto pare non per i lavoratori precoci.

Insomma, una partita aperta nelle aule parlamentari che vedrà destinare delle risorse economiche per perfezionare il meccanismo delle pensioni che era stato messo in atto nella riforma del primo governo Conte, superando la precedente Legge Fornero.

Le possibili riforme nel dettaglio

Andiamo a vedere cosa ci aspetta con la legge di bilancio 2020 in tema pensioni.

Innanzitutto una categoria da tenere in considerazione sono quei giovani (e ce ne sta un numero considerevole), che non sempre hanno una carriera lavorativa continua e i cui redditi sono spesso bassi.

Nella riforma della pensione, prende corpo la cosiddetta pensione di garanzia che permetterebbe di avere sia la copertura dal punto di vista previdenziale, sia nel futuro l’assegno pensionistico.

Questa misura era già stata presa in considerazione in precedenti governi, ma non aveva mai visto ancora la luce.

L’intento principale è quello di evitare che si arrivi nella situazione in cui il pensionamento sia fattibile molto dopo aver compiuto i 70 anni.

 Legge di Bilancio 2020 pensioni infografica

La pensione di garanzia

Questa è una delle news sulle pensioni, che vuole consentire la creazione di un sostegno di tipo economico considerando la difficoltà a raggiungere i minimi termini per ottenere la pensione.

L’obiettivo è quello di riuscire a garantire un assegno pensionistico pari a euro 650 mensili per chi è riuscito seppur in via discontinua a versare 20 anni di contribuzione, immaginando che andrebbe poi in pensione a partire dal 2030.

Infatti si riferisce a quelle generazioni a partire dagli anni ’70 e successivi.

Un problema che nasce in particolare nel 1996 quando vi è stato il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo.

Oltretutto sempre in quell’anno viene abolita l’integrazione al minimo che significava la pensione a 500 euro da garantire in ogni caso.

In più, le generazioni che si affacciavano al mondo del lavoro e con le situazioni di crisi presenti, conoscevano e conoscono tutt’ora una forma di discontinuità della carriera di lavoro a causa di lavori precari, atipici o casi anche di finte partite IVA.

A chi spetterebbe quindi la pensione di garanzia?

La tabella che segue ci fornisce un quadro chiaro e semplice:

BENEFICIARIREQUISITIIMPORTO
GiovaniAver versato dei contributi a partire dal 1° gennaio del 1996Da 650 euro ad un massimo di 680 euro
GiovaniColoro che hanno dei contributi discontinui (lavori precari, atipici)Da 650 euro ad un massimo di 680 euro
GiovaniChi possiede dal 1996, 20 anni di versamenti di contributiDa 650 euro ad un massimo di 680 euro

Opzione donna 2020

Le ultime notizie sulle pensioni, confermano come una categoria che si vuole tutelare maggiormente sia quella delle donne.

Una proposta avanzata è quella di poter introdurre una sorta di bonus a carattere contributivo per ogni figlio che avrà la donna che lavora.

Attraverso questa iniziativa si potrà più facilmente raggiungere i requisiti per le forme di pensionamento introdotte a carattere anticipato come nel caso di Quota 100 oppure di Opzione donna.

Quest’ultima misura sembra conoscere una nuova proroga nel 2020 grazie alla prossima legge di bilancio, ricoprendo pertanto coloro che sono nate nell’anno 1961 avendo svolto lavoro dipendente e, per chi è nata nel 1960 qualora svolga lavoro autonomo.

Il pensionamento si potrebbe quindi ottenere avendo raggiunto 35 anni di contribuzione, nell’anno 2020, considerando anche quelle donne che avranno compiuto 58 o 59 anni durante il 2019.

Finestre e contributi

Considerando la fattibile proroga di Opzione donna per il 2020, bisogna capire quali siano le finestre di pensionamento.

Da quando si maturano i requisiti fino al momento della liquidazione la donna lavoratrice dovrà quindi attendere tali tempistiche:

  • Periodo di 12 mesi se ha svolto un lavoro da dipendente;
  • Periodo di 18 mesi nel caso in cui abbia svolto lavoro autonomo o abbia avuto una contribuzione di tipo misto;
  • Nel caso delle lavoratrici del comparto scuola, il periodo è sempre l’1 settembre di ogni anno, poiché è prevista una finestra fissa e unica all’anno. (Nel caso si appartenesse all’AFAM, il periodo fissato è l’1 novembre).

Per quanto riguarda i contributi maturati, questi devono appunto essere 35 anni al 31 dicembre del 2019.

Non si può però accedere a questa opzione se i contributi sono appartenenti a casse diverse, ovvero non è previsto il cumulo.

Si può però fare un’operazione di ricongiunzione contributiva che però ha un carattere oneroso.

Si attende pertanto l’ufficialità della proroga attraverso la legge di bilancio 2020 sulle pensioni per poter presentare poi la domanda e seguire le indicazioni aggiornate da parte dell’INPS.

Riforma pensione

Quota 100 nel 2020

Le varie novità sulle pensioni, fanno circolare l’intento di far rimanere Quota 100 ancora in vigore sia per il 2020 che per il 2021, anche se potrebbero prospettarsi degli interventi per ridurre alcuni costi.

Ad esempio al vaglio c’è la possibilità di allungare le finestre di uscita, ciò significa che:

  • il dipendente privato dai 3 mesi attuali dovrà attendere 6 mesi per pensionarsi;
  • il dipendente pubblico dagli attuali 6 mesi passa a 9 mesi per la finestra di uscita.

Il 2022 però vedrebbe un cosiddetto scalone tra coloro che sono nati nel 1959 che avrebbero utilizzato Quota 100 e, quelli nati nel 1960, che lascerebbero il lavoro con una differenza di 5 anni in più, rispetto a quei lavoratori che hanno avuto accesso a Quota 100.

Per questo motivo si stanno studiando delle vie flessibili per evitare questa sproporzione.

Le misure ipotetiche sarebbero pertanto:

  • un pensionamento anticipato sia per l’uomo che per la donna a 64 anni con 20 di contributi (dove l’assegno pensionistico viene calcolato in via intera in senso contributivo);
  • l’introduzione di quota 92, per i lavoratori svantaggiati come disoccupati, disabili o chi assiste i disabili e per i lavori gravosi, pensione raggiungibile con 62 anni e 30 di contributi.

Sono tutte delle bozze di riforma che oltretutto vedono anche pervenire da parte dei sindacati delle richieste di rivalutare gli importi delle pensioni in base all’inflazione, o anche riducendo a 36 anni di contributi l’accesso per quelle le donne che potrebbero utilizzare l’opzione Quota 100.

Con la pensione di garanzia si può risolvere il problema del pensionamento per le nuove generazioni?
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Ape Social 2020

Questa sappiamo essere una forma di anticipo pensionistico già presente nella precedente riforma pensionistica targata Movimento 5 stelle – Lega.

Essa sarebbe una prestazione che eroga l’INPS per quei cittadini che rientrano in specifici requisiti che sono stati previsti dalla Legge.

Tra i requisiti fondamentali ci sono di certo il fatto di non essere titolare di una pensione diretta in Italia o all’estero e avere raggiunto i 63 anni di età.

In pratica dopo aver presentato domanda all’INPS questa, dopo che l’ha accolta, eroga la prestazione finché non si raggiunge l’età per ottenere la pensione di vecchiaia.

Ma quali devono essere i requisiti che bisogna possedere per rientrare nell’ambito previsto dall’APE Social?

  • 63 anni di età e 30 di contributi per coloro che risultano disoccupati, invalidi o che assistono gli invalidi;
  • 63 anni e 36 di contributi per color che svolgono lavori gravosi.

Per gli invalidi il loro stato deve essere riconosciuto per un livello uguale o superiore di invalidità al 74%.

Mentre tra i lavori gravosi sono stati aggiunti anche le mansioni di operaio agricolo, lavoratore nella pesca, marittimo e in impianti siderurgici, passando così a 15 lavori riconosciuti come gravosi.

L’importante è di dimostrare di aver svolto almeno 7 anni di mansioni del genere negli ultimi 10.

Legge di bilancio 2020

Cosa non vedremo nella legge di bilancio 2020 sulle pensioni

Considerando ciò che abbiamo approfondito nei paragrafi precedenti e che probabilmente saranno tematiche che vedremo nella prossima legge di bilancio 2020 sulle pensioni, altre riforme non vedranno la luce, almeno nel breve termine.

Infatti si parla che dopo la proroga biennale stabilita anche Quota 100 potrebbe essere eliminata, così come sembra non esserci risorse per la categoria dei lavoratori precoci per estendere Quota 41.

Attraverso quest’ultima misura, si voleva superare del tutto la Legge Fornero permettendo quindi di rientrare nella pensione senza vincoli anagrafici di età per tutti quei lavoratori per cui risultassero 41 anni di contribuzione.

Circola infatti la voce di introdurre, superata la sperimentazione di Quota 100, la cosiddetta Quota 92, ovvero 30 anni di contributi e 62 anni di età.

In questo caso la pensione verrebbe ricalcolata in maniera intera attraverso il metodo contributivo e il lavoratore avrebbe appunto una penalizzazione sull’assegno, ma di contro un accesso più semplice e anticipato alla pensione.

Sei d’accordo con la proroga di Quota 100 per il 2020 e il 2021?
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Francesca Lombardi / Caporedattore
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