<link rel="stylesheet" href="//fonts.googleapis.com/css?family=Roboto%3A400%2C400i%2C700">Diritto camerale 2019 in base al fatturato — costo del diritto annuale, soggetti iscritti al REA, i termini di scadenza, l’F24 e il codice tributo da applicare
Diritto camerale 2019

IL DIRITTO CAMERALE 2019: TUTTE LE INDICAZIONI PER ESSERE IN REGOLA

Attraverso la circolare dello scorso 21 dicembre emessa dal Ministero dello sviluppo economico, sono stati divulgati i tassi e le cifre riguardanti il cosiddetto diritto camerale o annuale da regolare a vantaggio della CCIA.

Analizziamo in dettaglio argomento, direttive importanti e come comportarsi per essere conformi agli adempimenti 2019.

Di quale tributo si parla?

Il Diritto camerale 2019 non è altro che la tassa annua liquidata da alcune categorie di imprenditori e professionisti alla Camera di Commercio dell’Industria e dell’Artigianato (CCIA).

Si corrisponde nei confronti della CCIA presso la quale è registrato il quartier generale dell’azienda o il luogo primario dell’attività.

Qualora la dislocazione sul territorio di filiali secondarie e unità locali, laddove esistenti, dovesse riguardare più province, la legge prevede di corrispondere un pagamento per ogni territorio di competenza.

La tassa:

  • ha validità di un anno solare e, anche se ci si dovesse registrare o cancellare dal RI durante l’anno in corso, è previsto il pagamento dell’intero importo;
  • è determinata nel suo ammontare dal MISE con apposito decreto ma le CCIA possono aumentare tale importo entro i limiti di legge;
  • qualora non venisse corrisposta, viene bloccata la produzione delle certificazioni fatte dal RI e viene sospeso l’accesso all’erogazione dei contributi camerali.

Fatta questa premessa, proseguiamo l’analisi e vediamone i dettagli.

A chi spetta?

Il costo del diritto annuale è corrisposto in via obbligatoria da:

  • Le aziende registrate al Registro delle Imprese (che chiameremo RI);
  • I soggetti iscritti al REA.

Attenzione: tutti i registrati al RI si ritrovano in automatico nelle liste del REA ma per alcuni soggetti non registrati al RI è obbligatoria l’inclusione nel REA. Consigliamo di verificare attentamente la propria posizione.

L’obbligo, in definitiva, è rivolto a:

  • imprese individuali;
  • società (qualsiasi forma) incluse le realtà costituite da professionisti;
  • consorzi;
  • imprenditori agricoli e coltivatori diretti;
  • filiali e strutture subordinate facenti capo ad aziende aventi il quartier generale fuori dell’Italia.

Inoltre, vi rientrano anche le aziende risultanti in liquidazione, inattività, sospensione, concordato preventivo o amm.ne straordinaria.

Diritto camerale infografica

Esenti

Le esenzioni ammesse si basano su quanto accaduto nell’anno antecedente rispetto a quello di riferimento.

Le categorie interessate sono:

  • Aziende in fallimento o in liquidazione coatta amm.va (se non vengono autorizzate all’es. provvisorio);
  • Ditte individuali chiuse (con istanza di cancellazione inoltrata non oltre il seguente 30/01);
  • Società che hanno approvato il bilancio di liquidazione (con istanza di cancellazione inoltrata non oltre il seguente 30/01);
  • Cooperative soggette a scioglimento d’ufficio.

Peculiarità

Si aggiungono le seguenti specifiche relative a due situazioni circoscritte:

  1. Laddove si verificasse, l’ultima annualità considerata idonea al calcolo coincide con quella in cui avviene il decesso dell’imprenditore individuale e il saldo del tributo è a carico degli eredi;
  2. Eventuali agevolazioni disposte per eventi straordinari si applicano anche al tributo in questione.

Costo del diritto annuale

Ammontare

Come prima cosa si segnala l’assenza di cambiamenti rispetto al 2018.

È riconfermato, su richiesta, l’aumento del diritto annuale camerale nella misura massima del 20% a supporto delle iniziative CCIA aventi oggetto le politiche strategiche per l’equilibrio e lo sviluppo soddisfacente e al fine di potenziare i servizi rivolti ai contribuenti.

Tale incremento confluirà quindi nel fondo di prerequazione correlato.

Attenzione: coloro che hanno saldato la propria imposta prima della comunicazione della validità di suddetto aumento, devono obbligatoriamente corrispondere la maggiorazione entro il 30/11 per non andare incontro a multe.

Come si determina l’importo?

Esistono 2 tipologie di conteggio all’interno delle quali vi si rientra per disposizione di legge (e non per scelta):

  1. In proporzione al fatturato;
  2. In misura fissa.

Vediamone le specifiche, riportando quanto previsto ma ricordando che il totale ottenuto attraverso le specifiche standard deve essere dapprima e in ogni caso ridotto del 50% e poi eventualmente aumentato del 20% se la CCIA di pertinenza ha aderito all’aumento.

Calcolo proporzionale al fatturato

Sono obbligate alla corresponsione di un tributo variabile in funzione del ricavato ottenuto nell’annualità antecedente:

  • Soc. tra professionisti;
  • Snc;
  • Sas;
  • Aziende di capitali, cooperative, di mutuo soccorso;
  • Consorzi con attività esterna;
  • Enti sia pubblici che privati aventi finalità economiche;
  • G.E.I.E.

Proponiamo il riepilogo riportante i raggruppamenti a scaglione di ricavato e i tassi per il Diritto camerale 2019 in base al fatturato:

FASCIA € / %
0 – 100 mila200 € standard
100 mila – 250 mila+ 0,015
250 mila – 500 mila+ 0,013
500 mila – 1 mln+ 0,010
1 mln – 10 mln+ 0,009
10 mln – 35 mln+ 0,005
35 mln – 50 mln+ 0,003
Oltre 50 mln+ 0,001

Attenzione: mai il tributo supererà i 40 mila €.

Arrotondamenti

La normativa da precise istruzioni in merito: la rata calcolata deve arrotondarsi dapprima al quinto numero decimale e successivamente all’unità di €, per eccesso o difetto seguendo il criterio matematico.

Calcolo con quota fissa

Hanno il dovere di corrispondere la tassazione prestabilita specifica per la propria realtà:

  • Imprese individ. registrate nella sez. spec. del RI;
  • Imprenditori commerciali registrati nella sez. ord. del RI;
  • Soggetti collettivi e persone fisiche inclusi solamente nel REA;
  • S.s. inscritte nelle apposite sez. spec. del RI;
  • Soc. tra avvocati come da D 96/2001*;
  • Aziende proprietarie di filiali o strutture nello stato italiano ma il quartier generale in uno stato estero.

Si riporta la tabella descrivente le quote fisse corrispondenti alle suddette categorie:

MISURE FISSE in
SempreSedeStruttura distaccata
Imprese individ. registrate in sez. spec.448,80
Imprese individ. Iscritte nella sez. ord.10020
In via temporanea
S.s non agricole10020
S.s. agricole5010
Soc. tra avv.*100200
inscritti al REA15
Aziende aventi quartier generale in uno stato straniero
Per ogni filiale sec / unità distaccata55

Procedure di pagamento

Vediamo ora le tempistiche previste dalla legge, le corrette prassi e i dettagli fiscali.

Analizzeremo quindi i termini di scadenza, l’F24 e il codice tributo da applicare.

L'aumento del diritto annuale camerale

Come avviene l’erogazione dell’imposta?

Normalmente avviene inviando telematicamente il suddetto modello di pagamento unificato o utilizzando il portale unico online pagoPA al quale accedere dal link dirittoannuale.camcom.it.

Con questa operazione, è possibile effettuare la compensazione con i crediti che derivano da altri tributi/contributi.

Il pagamento deve, inoltre, avvenire in un’unica soluzione e può essere fatto da:

  • L’impresa stessa;
  • Un intermediario abilitato e provvisto di delega.

L’unica eccezione riguarda il caso di nuova apertura di p. iva: in questa circostanza infatti vi è la possibilità di saldare in fase di protocollazione dell’iscrizione presso lo sportello o nei successivi 30 gg dalla stessa con F24.

La compilazione

Indicazioni principali:

  1. Generalità richieste e riguardanti la propria azienda o attività;
  2. Va riempita la parte corrispondente a “IMU e altri tributi locali”;
  3. Il cod. tributo da applicare ai fini del corretto instradamento è il 3850;
  4. Deve essere indicata la provincia della CCIA utilizzando la sigla automobilistica.

Le aziende con strutture che coinvolgono più competenze territoriali compileranno più righe, una appunto per provincia.

Scadenze amministrative

Per identificare correttamente il termine, bisogna distinguere tra le varie situazioni.

Sono stabilite, infatti, queste tempistiche:

  • i nuovi registrati al RI, hanno 30 gg dalla richiesta di protocollazione;
  • le soc. di capitali si avvalgono di una tempistica variabile in funzione di chiusura d’esercizio e approvazione del bilancio. La norma, però, dice che la liquidazione dell’importo debba verificarsi entro e non oltre il termine concordato annualmente per la prima tranche di versamento dei tributi;
  • le altre realtà devono rispettare la tempistica standard fissata al 30/06. Dato che nell’anno corrente coincide con una domenica, è spostata al 1 luglio 2019.

A chi ti sei rivolto per effettuare il calcolo del Diritto Camerale da versare per la tua impresa o attività?
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Sanzioni

Relativamente alle situazioni di tributo interamente non versato, incompleto o in ritardo, sono previste dalla legislazione ammende variabili:

  • se il saldo si effettua entro il ritardo tollerato di 30 gg→ interesse 0,4% calcolato partendo dall’ultimo gg disponibile (per l’anno corrente, il questo termine cade il 31/07);
  • se si salda in 365 gg sfruttando il ravvedimento operoso (cioè la regolarizzazione spontanea) → sanzione amministrativa variabile tra il 10% e il 100% della somma dovuta.

Bisogna tenere presente che al verificarsi delle suddette situazioni, in aggiunta devono essere utilizzati il cod. 3852 per versare la sanzione e 3851 per gli interessi.

Le maggiorazioni, infine, non sono in alcun modo soggette a compensazione con altri tributi.

Prima di completare l’atto spontaneo, è vivamente consigliato di contattare l’Ufficio di competenza per un confronto sulle corrette indicazioni da seguire.

Cosa succede dopo uno o più anni di irregolarità

Qualora la situazione pendente non venisse regolarizzata entro l’anno, la multa verrà irrogata tramite cartella esattoriale o tramite notifica dell’atto di irrogazione.

Il contribuente riceverà dall’Agente di Riscossione la cartella di pagamento contenente:

  • l’ammontare del tributo non ancora versato;
  • la sanzione amministrativo-tributaria;
  • gli interessi legali.

Al versamento di quanto descritto devono aggiungersi le spese di notifica ed esattoriali.

La spedizione di tale atto coinciderà con fine calcolo degli interessi.

La cartella esattoriale potrà essere pagata con bollettino allegato entro 60 gg dal ricevimento e utilizzando gli appositi codici. Oltre tale scadenza, il bollettino non sarà più utilizzabile e si dovranno ricalcolare i totali.

Si consiglia di consultare la normativa sul sito dell’agenzia delle entrate per informarsi relativamente alle modalità.

Conteggio dell’ammenda

Ai fini di una corretta stima, forniamo le indicazioni generali precisando che è opportuno rivolgersi agli uffici competenti per chiarimenti esaustivi.

La legge prevede la maggiorazione del:

  • 30% sul tributo interamente o parzialmente mancante o solamente in ritardo;
  • in caso di recidiva, ovvero di mancati pagamenti nel triennio antecedente, può aumentare al 42%;
  • se si verificassero dolo o colpa grave può essere portata al 100%.

Hai già versato la tua imposta, quindi anticipatamente rispetto alla scadenza prevista per il 1° luglio?
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Francesca Lombardi / Caporedattore
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