<link rel="stylesheet" href="//fonts.googleapis.com/css?family=Roboto%3A400%2C400i%2C700">Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere — piano formativo individuale, retribuzione, licenziamento e dimissioni
Apprendistato professionalizzante

IL CONTRATTO DI APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE – RETRIBUZIONE, LICENZIAMENTO E DIMISSIONI

Quali persone rientrano nei parametri per cui è possibile accedere all’apprendistato professionalizzante?

Innanzitutto vi è da considerare l’età, ovvero a partire da anni 18 fino ad un massimo di 29.

Questa tipologia di forma contrattuale può essere utilizzata in ogni settore lavorativo che sia pubblico o privato.

L’introduzione dell’apprendistato professionalizzante

È dovuta al fatto di permettere di conseguire una qualifica di tipo professionale, oppure permette di inserire dei soggetti che hanno già qualche qualifica.

In quest’ultimo caso può essere contrattualizzata anche la persona che ha compiuto 17 anni di età.

Inoltre ci sono anche delle eccezioni, che permettono di stipulare l’apprendistato per quei soggetti che percepiscono la NASPI, o nei casi di mobilità, senza avere il limite dell’età anagrafica così come previsto in situazioni normali.

Che cos’è l’apprendistato?

È importante intanto conoscere cosa significa apprendistato, e cioè quell’esigenza di dare vita ad una forma di contratto di lavoro che permetta un più facile inserimento dei giovani nel lavoro.

Ha la caratteristica di rientrare nel concetto di tempo indeterminato: cioè una volta acquisite le competenze utili per svolgere un determinato lavoro poi si viene inseriti di conseguenza con la forma del tempo indeterminato.

Se da una parte il lavoratore ha dei vantaggi riguardanti l’acquisizione mirata di particolari competenze, dall’altra anche il datore di lavoro ha benefici dal punto di vista contributivo e di previdenza, usufruendo di particolari incentivi durante il tempo dell’apprendistato.

Il contratto di apprendistato

L’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere nella norma dura per 3 anni.

Ci sono però dei casi dove la durata si estende anche fino ai 5 anni, quando si tratta di professioni di tipo artigiano dove per la formazione si prevede che serva un lasso di tempo differente.

Contratto apprendistato professionalizzante retribuzione netta

Un termine minimo

Così come c’è una durata massima, vi è anche un termine minimo che corrisponde a 6 mesi, escludendo però i lavori di tipo stagionale così come risulta nella contrattazione collettiva.

Così come ogni forma contrattualistica di lavoro si prevede anche un termine di prova che viene espresso nella lettera di assunzione, avendo pertanto una durata di massimo 3 mesi.

La durata in base al settore

Dovendo distinguere la durata in base al settore a cui si riferisce questa tabella dà una chiarezza maggiore:

CATEGORIEDURATA
Impiegati amministrativi3 anni
Impiegati tecniciPrevista dai gruppi
Impiegati addetti al centralino2 anni
Settore metalmeccanico e impianti5 anni
Categoria odontotecnici5 anni
Settore orafo5 anni

Il Piano Formativo Individuale

Nella contrattazione collettiva, il raggiungimento della qualifica, è previsto secondo dei moduli e procedure che sono responsabilità dell’azienda che segue l’apprendista.

Si tratta infatti del cosiddetto Piano Formativo Individuale per l’Apprendistato Professionalizzante.

La formazione è supervisionata da chi assume che ne ha la responsabilità e viene anche essere integrata dalla formazione che avviene internamente o anche esternamente all’azienda.

Si parla infatti anche di competenze sia di base che trasversali, che sono compito della regolamentazione delle Regioni, quando ad esempio avviene esternamente all’azienda per mezzo di enti appositi, riconosciuti come formativi.

Apprendistato professionalizzante infografica

Nel Piano Formativo Individuale sono presenti:

  • I dati del dipendente, del datore di lavoro e del tutor previsto;
  • La qualifica di lavoro e le competenze che si devono ottenere;
  • La modalità attraverso cui viene trasmessa la formazione.

La formazione nello specifico si caratterizza:

  • Di base: di competenza della Regione che prevede 40 ore quando si è in possesso della laurea, 64 ore per chi ha la maturità o un diploma di qualifica professionale, 120 ore nel caso di possesso di sola licenza media;
  • Di genere tecnico e professionale della quale è responsabile l’azienda;
  • Sul campo, durante le ore di lavoro.

L’apprendista inoltre che non partecipa a tutte le ore formative in aula oltre a doverle giustificare, risultano come se fosse un’assenza lavorativa così come prevede il CCNL.

Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere

La retribuzione

Il contratto di apprendistato professionalizzante riguardo all’aspetto della retribuzione netta, ha tutte le caratteristiche di una forma di stipendio così come in altre tipologie, secondo quanto prevede il CCNL.

Le normative in materia prevedono che il soggetto assunto con un contratto di apprendistato professionalizzante venga inquadrato al massimo con due livelli inferiori se paragonato rispetto al lavoratore che possiede la medesima qualifica, pur avendo un contratto differente.

L’importo percepito può partire dal 60% in riferimento allo stipendio che la contrattazione collettiva prevede in relazione ad una determinata qualifica, fino gradualmente a raggiungere il 100%.

Nella retribuzione rientrano sia le ore di lavoro che quelle di formazione, così come precedentemente individuata l’importanza della crescita dell’apprendista seguendo i passaggi previsti nel Piano Formativo Individuale.

La determinazione del compenso

Calcolare lo stipendio netto in riferimento all’apprendistato professionalizzante non è una cosa così semplice; in ogni caso per determinare il compenso, bisogna tenere in considerazione alcuni aspetti:

  • L’importo lordo annuo: su questo viene poi applicata un’aliquota IRPEF che risulta essere progressiva;
  • L’aliquota che si riferisce alle casse previdenziali a cui si appartiene;
  • Le aliquote che vengono applicate dal comune, provincia o regione in cui si vive;
  • Sul reddito annuale, considerando il lavoro come dipendente, ci sono da calcolare le detrazioni IRPEF;
  • La presenza o meno del diritto ad usufruire del bonus di 80 euro;
  • Tredicesima, quattordicesima e accantonamenti TFR.

Calcolo della retribuzione netta

Nel calcolo della retribuzione netta assume una forte incidenza l’IRPEF che è appunto progressiva e la si può suddividere in 5 scaglioni:

SCAGLIONIALIQUOTA CHE SI APPLICA
Fra 0 e 15.000 €23%
Fra 15.001 e 28.000 €27%
Fra 28.001 e 55.000 €38%
Fra 55.001 e 75.000 €41%
Per cifre superiori a 75.000 €43%

Per avere una maggiore chiarezza, se ad esempio parliamo di uno stipendio lordo che ammonta a 14.000 € lordi l’anno, come in tabella si applica l’aliquota del 23%.

Quindi ai 14.000 si toglie la cifra di 3.320, da ciò che rimane sono da sottrarre circa 600 € per i contributi assistenziali, con una retribuzione netta all’anno di euro 10.080.

Vale a dire che mensilmente, per chi percepisce 13 mensilità sarebbero 775 €, o nel caso si percepiscano 14 mensilità 720 €.

Il licenziamento

Il licenziamento nell’apprendistato professionalizzante è un tema su cui bisogna fare chiarezza, dato che questa forma di contratto, una volta scaduto il termine formativo, si può trasformare in contratto a tempo indeterminato.

Durante la fase di formazione, rispetto alla questione del licenziamento, il datore di lavoro non può disporre in maniera completamente libera.

Le condizioni ben specifiche

Infatti devono essere presenti delle condizioni ben specifiche così come nelle altre tipologie di contratto, ovvero:

  1. Un comportamento ritenuto grave tanto da essere una giusta causa per portare al licenziamento senza preavviso;
  2. Un giustificato motivo che si distingue in soggettivo quando si riferisce ad inadempienze di obblighi contrattuali e in oggettivo quando riguarda motivi economici.

Se il licenziamento risulta non avere alcuna giustificazione, in tale situazione così come impone la normativa vigente, bisogna risarcire il danno al dipendente oppure reintegrarlo nella precedente posizione lavorativa.

La possibilità di recedere dal contratto

Il datore di lavoro ha la possibilità di recedere dal contratto di apprendistato professionalizzante solamente quando termina il periodo di formazione, accompagnandolo però dal preavviso apposito dove non risulta necessario motivare la decisione.

Al termine quindi del periodo formativo di apprendistato l’azienda ha comunque l’obbligo di pagare il cosiddetto ticket licenziamento.

Credi che l’apprendistato professionalizzante sia una modalità contrattuale che può favorire un più favorevole inserimento nel mondo del lavoro?
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Le dimissioni

La procedura delle dimissioni nell’apprendistato professionalizzante vede applicata la stessa normativa che si utilizza nelle forme contrattuali a tempo indeterminato.

È infatti previsto un preavviso di 20 giorni per l’apprendista per recedere dalla propria posizione lavorativa. Possibilità prevista a suo favore anche nel mentre si trovi ancora nel tempo della formazione lavorativa.

Il preavviso ha inizio quando il datore di lavoro ne viene a conoscenza tramite la pervenuta comunicazione di dimissioni.

Però è anche fattibile, attraverso un accordo tra i due soggetti del contratto, modificare la durata del preavviso, in quanto può anche venire ridotta.

Quando invece le dimissioni avvengano senza un preavviso

In tale caso il lavoratore deve pagare una sorta di penale che lo porta a corrispondere un’indennità che equivale alla retribuzione che sarebbe spettata nel periodo di preavviso.

La modalità con la quale viene corrisposta questa indennità è una trattenuta nella busta paga ultima, che appunto viene denominata indennità sostitutiva di preavviso.

Invece il datore di lavoro non riceverà alcuna indennità se colui che si dimette anche senza preavviso lo fa motivando una giusta causa, oppure quando vengono presentate nella situazione in cui si risulta in maternità o paternità.

Considerando le difficoltà nel mondo del lavoro, sarebbe utile aumentare il limite di età per accedere all’apprendistato professionalizzante?
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Francesca Lombardi / Caporedattore
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