<link rel="stylesheet" href="//fonts.googleapis.com/css?family=Roboto%3A400%2C400i%2C700">Flat tax Salvini — come funziona e il calcolo della tassa piatta al nucleo familiare, l'introduzione al 15% dal 2020
Flat tax Salvini come funziona

FLAT TAX: COSA CAMBIERÀ ENTRO I PROSSIMI 12 MESI

È sufficiente dare una scorsa a qualsiasi quotidiano – indipendentemente dal suo orientamento politico – o anche solo fare una piccola rassegna stampa direttamente su Internet, per rendersi conto che il tema Flat Tax, sponsorizzato quello che è attualmente il l principale partito di governo, ovvero la Lega di Matteo Salvini, è al centro di un vero e proprio scontro di opinioni.

L’opinione pubblica

Tale dibattito si trasforma spesso e volentieri in un’autentica disputa ideologica, che coinvolge non solo i principali partiti attualmente rappresentati in Parlamento, ma anche – per non dire soprattutto – l’opinione pubblica, dai più illustri e autorevoli esperti di economia al classico “uomo della strada”.

Eppure, malgrado l’ovvio interesse che l’argomento suscita (si parla pur sempre di prelievi fiscali, con una ricaduta immediata sulla capacità di spesa degli italiani), non tutti sembrano avere le idee chiare sull’argomento.

E spesso l’incertezza terminologica e la mancanza di informazioni certificate generano confusione, anche presso alcuni politici.

Che cosa è di preciso la Flat Tax, e a cosa serve?

Proviamo a vederci più chiaro.

La Flat Tax dal punto di vista teorico

Dall’inglese, si tradurrebbe come “tassa piatta”, in cui l’aggettivo “piatto” è utilizzato per indicare qualcosa di uniforme, privo cioè di curve ascensionali , picchi o avvallamenti.

Ed è proprio questo il pattern su cui si basa questa tassa, ovvero un sistema di tassazione che abiura – del tutto o in parte – dal modello progressivo per cui chi più guadagna più contributi paga in termini percentuali.

In altri termini, con la tassa piatta tutti pagherebbero la stessa aliquota, fissa e invariabile, anche se sono previste una serie di eccezioni (sia verso l’alto che verso il basso).

Le possibili ricadute

Le conseguenze sul piano economico di questa tipologia di tassazione dovrebbero essere molteplici. E anche se ovviamente si parla – finora – di pura teoria, sono in molti gli illustri economisti a suffragare tale tesi.

Ciò malgrado, finora le applicazioni della Flat Tax, nei paesi in cui esse hanno avuto luogo, hanno dato risultati contraddittori.

Tale ambiguità non ha fatto altro che intensificare – e in parte inasprire – il dibattito intorno a un provvedimento che, per quanto riguarda l’Italia, avrebbe un significato epocale, o poco meno.

I vantaggi

Ad ogni modo, tra i “pro” elencati dai sostenitori della tassa piatta, figurano le seguenti conseguenze:

  • Diminuzione della pressione fiscale;
  • Aumento della capacità di spesa pro capite;
  • Conseguente aumento della produttività;
  • Riduzione dell’indebitamento delle famiglie;
  • Incentivo fiscale per le imprese;
  • Aumento dell’occupazione;
  • Aiuto fattivo al sostentamento dei nuclei familiari meno abbienti, con particolare attenzione a quelli monoreddito;
  • Lotta all’evasione (secondo il discusso assioma per cui pagando tasse più leggere si tende a evadere meno);
  • Semplificazione della burocrazia, con particolare riferimento alla compilazione dei modelli di dichiarazione dei redditi, del calcolo degli imponibili e delle eventuali detassazioni (nel senso che molte detrazioni ora previste verrebbero abolite);
  • Riduzione del debito pubblico.

Flat tax infografica

Le esperienze pregresse

I paesi che hanno adottato questo modello si sono concentrati in particolar modo sul calcolo della Flat Tax al nucleo familiare, modulando dei provvedimenti tesi ad aiutare le famiglie in difficoltà.

Ed è qui che sorge il primo nucleo di dibattito per quanto riguarda la Flat Tax Salvini e come funziona.

I principali detrattori del provvedimento – ovvero praticamente tutti i partiti di opposizione, compreso Forza Italia, che per principio non sarebbe contrario a una detassazione di massa – rimproverano infatti a Ministro dell’Interno di aver congegnato una manovra a tutto vantaggio delle imprese, e con ben poche ricadute sui singoli cittadini.

I modelli di riferimento (ufficiali e non)

Ad ogni modo, il modello Salvini sembra avvicinarsi più a certi paesi dell’Est-Europa la cui popolazione soffriva le difficoltà di un reddito pro capite molto basso, e che hanno beneficiato di una sensibile riduzione della pressione fiscale.

La tassa piatta familiare

Con la Flat Tax familiare, introdotta progressivamente (e in alcuni casi persino ritoccata verso il basso, vedi il caso della Macedonia che nel giro di un anno è passata dal 12% al 10%) o ex-abrupto, molti Stati hanno effettivamente registrato una pur contenuta crescita economica.

Tuttavia, altri non hanno registrato significativi miglioramenti, con il provvedimento che si è comunque rivelato inadeguato a fronteggiare il periodo di forte recessione che sta attraversando tutta l’Europa.

Flat Tax nel Vecchio Continente

Le esperienze più significative di questa tassa nel Vecchio Continente a partire dagli anni Duemila sono state le seguenti:

PaeseImponibile fisso
Lituania33%
Lettonia25%
Estonia24%
Romania16%
Ucraina15%
Russia13%
Albania10%
Bulgaria10%
Macedonia10%

Chi è tornato indietro

Oltre ai paesi summenzionati, vanno segnalati anche alcuni casi di stati sovrani che in un primo momento hanno introdotto la tassa piatta, per poi cancellarla nuovamente.

È il caso della Slovacchia, che con un’aliquota fissa al 19% introdotta dal 2004 ha visto dimezzarsi il tasso di disoccupazione (dal 20% al 10%), ha registrato una poderosa crescita economica (+10%) e ridotto di quasi il 60% l’incidenza del debito pubblico sul PIL (dal 50% al 21%).

Ciò malgrado, la Flat Tax è stata abolita per lasciare il posto a una discussa manovra improntata all’austerity.

Anche l’Islanda si è cimentata con la tassa piatta, per poi tornare precipitosamente indietro quando tutti gli indicatori economici sono precipitati: in quel caso, l’aliquota uguale per tutti ha prodotto danni a un passo dall’irreparabile.

La situazione nel resto del mondo

Attualmente, i maggiori fautori di questa tassa a livello mondiale rimangono – Russia a parte, da sempre agguerrita sostenitrice di questo modello di contribuzione – i cosiddetti paradisi fiscali:

  • Andorra;
  • Isole Vergini Britanniche;
  • alcuni piccoli Stati del Pacifico come Tuvalu;
  • realtà amministrative marginali dei Caraibi, come il piccolo e appartato Belize.

Situazione negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti, invece, solo 5 stati su 50 adottano la Flat Tax: Illinois, Indiana, Massachusetts, Michigan e Pennsylvania.

Analoghe proposte sono state presentate da molti altri governatori, in particolare i californiani, sia democratici che repubblicani, a dimostrazione del fatto che lo Stato del Pacifico è uno dei più sensibili al tema.

Finora, però, le loro istanze sono state tutte respinte.

L’Arabia Saudita e alcune repubbliche ex-sovietiche

Rimangono ancorati alla Flat Tax anche l’Arabia Saudita e alcune repubbliche ex-sovietiche dell’Asia Centrale, come il Kazakistan e il Kirghizistan.

Anche la Georgia (altra repubblica mai del tutto affrancatasi dall’influenza di Mosca, neanche dopo l’indipendenza) difende la sua aliquota fissa, pur non avendo registrato significativi miglioramenti dal punto di vista della crescita economica, al contrario dei “vicini di casa” caucasici dell’Azerbaijan.

Solo presso paesi con riserve naturali?

In linea di principio dal quadro generale si evince che la tassa piatta funziona solo presso quei paesi che godono di grosse riserve naturali da sfruttare, come petrolio e gas, mentre arranca con alterne fortune negli altri.

Ciò non fa che aumentare i dubbi sul “caso italiano”: può il nostro paese affrontare un provvedimento del genere senza ricchezze derivanti dal territorio su cui fare affidamento come terrapieno economico?

Il dibattito è tuttora in corso.

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Il caso italiano nel dettaglio

Il modello di questa tassa pensato dall’attuale governo italiano prevede un’aliquota fissa al 15%. Un traguardo, a quanto pare, da raggiungere un passo alla volta.

È stato lo stesso Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nella Premessa al DEF resa pubblica in questi giorni, a parlare senza mezzi termini di progressività.

Dunque non ci saranno tagli drastici da un giorno all’altro, come successo nel caso dell’introduzione della cosiddetta Quota 100 o del Reddito di Cittadinanza, ma si assisterà a un percorso a tappe.

Tuttavia, c’è una parte politica in questo momento preponderante in Italia, vale a dire la Lega, che spinge con forza affinché i tempi si restringano il più possibile.

Calcolo flat tax al nucleo familiare

Cosa potrebbe avvenire nel 2020

Ecco perché l’approdo auspicato un po’ da tutti, almeno all’interno della maggioranza, è quello della Flat Tax al 15% dal 2020.

Una soluzione che tenterebbe di mediare tra le incalzanti richieste della componente leghista del Governo e le più o meno esplicite frenate del Movimento 5 Stelle e – soprattutto – di alcuni tecnici attualmente impegnati tra Montecitorio e Via XX Settembre (sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Due visioni a confronto

Come primo step, la Lega propone una tassa piatta attivabile per le famiglie con reddito annuale complessivo inferiore a 50.000 euro l’anno.

Il Movimento 5 Stelle, dal canto suo, non vorrebbe utilizzare il solo reddito familiare come criterio, ma imporre anche quello del numero di componenti a fare da quoziente, in modo tale da distribuire i fondi destinati all’attuazione della manovra in maniera più equa, favorendo le famiglie realmente bisognose (ad esempio quelle più numerose).

Il costo finale dell’operazione

In ballo c’è anche il costo finale dell’operazione, che secondo le stime si aggirerebbe fra i 12 e i 17 miliardi di euro. Sempre secondo tali ipotesi di spesa, gran parte di questo esborso sarebbe tamponato dal taglio di un numero considerevole di detrazioni.

Tra le altre categorie beneficiarie di questa tassa, infine, figurano i titolari di Partita IVA e gli insegnanti che offrono lezioni private.

Le conseguenze politiche a medio termine

Grazie alla tassa piatta, la Lega conta di dare un’altra spallata a uno dei suoi grandi nemici, da sempre utilizzato come cavallo di battaglia elettorale: la Legge Fornero.

Assieme a Quota 100, infatti, la Flat Tax dovrebbe rappresentare il transito decisivo verso una più radicale riforma previdenziale, destinata (sempre negli intenti dichiarati dai promotori) a eliminare anni di precarietà e di insicurezza per il futuro che hanno caratterizzato molti cittadini in procinto di congedarsi dal mondo del lavoro.

Flat Tax al 15% dal 2020

Un programma ambizioso, che in molti hanno letto come semplice fumo negli occhi gettato in faccia agli elettori in vista delle prossime Europee.

Dal canto suo, il Movimento 5 Stelle ha sempre visto con una certa idiosincrasia – per usare un leggero eufemismo – le manovre economiche promosse dal precedente governo a trazione PD.

I famosi 80 euro

Proprio per questo motivo, uno dei suoi obiettivi primari – stando almeno a molte dichiarazioni dei suoi esponenti più autorevoli – è quello di abolire il bonus Renzi, i famosi 80 euro spesso liquidati dalle opposizioni come una sorta di elemosina agli italiani.

Un obiettivo

Un obiettivo, tuttavia, che agli occhi di una popolazione tuttora stritolata da una congiuntura sfavorevole, e con previsioni di ulteriore recessione per i mesi a venire, appare nel migliore dei casi modesto, quando non addirittura insignificante.

Sarà proprio questo scarto nella visione a lungo termine a fare la differenza, a livello di consenso elettorale, tra Lega e Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni?

Secondo te quale provvedimento economico porterebbe significativi vantaggi alla popolazione italiana?
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Francesca Lombardi / Caporedattore
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Commento: 4
  1. Dario

    La flat tax 2020 così come previsto nella precedente manovra sarà applicata?

    1. Francesca Lombardi (автор)

      Sembra che l’aliquota al 15% per redditi fino a 50.000 euro da affiancare al quoziente familiare non verrà messa in atto.

  2. Fabrizio

    Sono un socio di una Srl, rientro nel sistema della Flat Tax?

    1. Francesca Lombardi (автор)

      Secondo le legge di Bilancio, le quote in società di persone o associazioni e imprese di carattere professionale non danno accesso ad optare per la Flat Tax. Mentre se si ha una quota in una Srl in realtà hanno accesso, eccetto quando siano quote di controllo e riguardano strutture che svolgono attività che possono essere ricondotte a quella sui cui viene applicato il sistema forfettario.

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