<link rel="stylesheet" href="//fonts.googleapis.com/css?family=Roboto%3A400%2C400i%2C700">Il controllo per la visita fiscale —la fascia oraria prevista dall’Inps e novità per tutti i settori, per lavoratori pubblici e privati
Controllo visita fiscale orari

CONTROLLO VISITA FISCALE: ORARI E REGOLE IN VIGORE

Il controllo per la visita fiscale ha orari e regole che dovranno essere rispettati sia dal lavoratore sia da chi si occupa delle visite. Ecco tutte le novità riguardo le visite fiscali e gli orari.

Cenni introduttivi

Una delle evenienze più temute dalla categoria di coloro che sono dipendenti è costituita dal controllo visita fiscale e la fascia oraria prevista dall’Inps.

A partire infatti da marzo 2018 con il messaggio 1399 l’istituto previdenziale ha rinnovato le regole riguardanti la visita fiscale, quindi con tutti gli interventi che sono previsti e l’orario stabilito per effettuare la visita di controllo.

In particolare, in relazione agli orari di visita, questi non hanno subito dei cambiamenti rispetto al passato e pertanto rimangono invariati sia per coloro che sono lavoratori pubblici che privati.

Fermo restando però che nell’ultimo messaggio sopra citato e per dovere di trasparenza vi è presente tutto ciò che riguarda la visita fiscale comprendendo sia le parti rimaste invariate che le novità introdotte.

Il cosiddetto Polo Unico dell’Inps ha preso inoltre in carico la parte relativa al dipendete pubblico: quindi orari di visita e malattia.

Quali le regole in atto

Quando un lavoratore si trova in stato certificato di malattia, si prevede il conseguente controllo, tramite la visita fiscale che avviene in gironi stabiliti e nelle relative fasce orarie, dette di reperibilità.

Quest’ultime sono variabili perché dipendono se si tratta di settore pubblico o privato, in quanto ci sono delle differenze che in seguito andremo ad approfondire.

Categoria dei lavoratori dipendenti nel privato

Partendo pertanto dalla categoria dei lavoratori dipendenti nel privato, bisogna intanto conoscere le regolamentazioni esistenti, infatti le fasce orarie nelle quali può avvenire il controllo e comprendendo anche giorni festivi e weekend risultano:

  • Dalle ore 10:00 alle 12:00;
  • Dalle ore 17:00 alle 19:00.

Così il lavoratore ha presente in maniera chiara quei momenti in qui ci può essere la possibilità di ricevere una visita da parte del medico legale che se non dovesse trovare il lavoratore dovrà attestarlo e registrarne l’assenza.

Tali orari erano quelli già esistenti prima delle modifiche del marzo 2018 e sono stati riconfermati.

Orari della visita fiscale infografica

Orari di visita del medico per i dipendenti pubblici

Lo stesso discorso, come visto in precedenza, vale anche per coloro che lavorano nel settore pubblico.

In questo caso però gli orari rispetto al privato, hanno delle differenze, infatti è richiesta la reperibilità anche nel fine settimana e durante i festivi, nei seguenti lassi di tempo:

  • Dalle ore 9:00 alle 13:00;
  • Dalle ore 15:00 alle 18:00.

Queste fasce di orario riguardano tutti gli statali, ma anche gli insegnanti, coloro che lavorino direttamente per la Pubblica Amministrazione, chi è dipendente in enti locali e le forze militari.

Infatti, in tale gruppo si fanno rientrare i Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato e ogni altra forma di forza armata.

Da sottolineare anche come coloro che sono dipendenti Asl dovranno rispettare questi orari in modo preciso.

Tuttavia, a partire dal 13 gennaio 2018 risultano cambiate leggermente alcune regole nell’ambito pubblico:

  • Si potrà ricevere la visita fiscale a carattere sistematico e con sistema ripetitivo (ovvero anche più di una sola volta nel periodo di malattia);
  • Anche durante i festivi o nel fine settimana è probabile che il medico bussi alla nostra posta di casa.

La categoria degli insegnanti

Parlando di questa categoria, invece, con le novità introdotte, il dirigente scolastico ha la facoltà di richiedere direttamente sin dal primo giorno di malattia l’accertamento tramite la visita fiscale, anche se questa situazione si riferisce a degli specifici casi.

Infatti comprendono i soggetti che si mettano in mutua prima o dopo rispetto ai periodi di vacanza (ad esempio quando ha inizio l’anno scolastico), oppure in relazione a periodi di pausa festiva o del fine settimana.

Si capisce, quindi, come tutte queste regole siano state introdotte soprattutto per evitare degli abusi che spesso venivano perpetrati dai lavoratori pubblici, approfittando dello stato di malattia, per estendere le ferie o avere giorni di vacanza.

Ti è mai capitato di ricevere a casa una visita fiscale?
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Orari e regole dello svolgimento

La visita fiscale in realtà ha delle regole ben definite, poiché in pratica la si effettua dal momento in cui perviene all’INPS il certificato medico di chi è lavoratore, tramite il proprio medico.

In queste regole è appunto indicato come la visita può avvenire anche due volte nella stessa giornata, rientrando però sempre nelle fasce orarie stabilite.

Dove avviene la visita?

Il luogo è solitamente dove vive il lavoratore o all’indirizzo che viene specificato nella fase di compilazione del certificato.

Quando l’INPS si ritrova tali certificati deve stabilire quali lavoratori verranno sottoposti a visita: per questo motivo esiste un software “SAVIO” che fornisce un utile supporto.

Infatti se ad esempio si tratti di una malattia dovuta ad infortunio sul lavoro, la visita sarà effettuata tenendo conto di quei lavoratori a cui risulta un numero maggiore di assenza.

E, contemporaneamente, si darà precedenza a quei casi dove la malattia comprenda più da vicino i periodi festivi o di riposo.

Fasce orarie visita fiscale

Le sanzioni per le assenze

Si può pertanto immaginare come l’assenza del lavoratore nel momento in cui avviene la visita fiscale non farà altro che comportare l’incorrere in sanzioni, eccetto solo quei casi in cui risulti esenzione.

Il primo provvedimento che verrà adottato, in conseguenza dell’assenza o non reperibilità, sarà la decurtazione dello stipendio in una parte, così come si può vedere meglio nella tabella che segue:

PERCENTUALE DECURTAZIONEPERIODO DI MALATTIA
100 %Riguardo i primi 10 giorni di malattia
50%In riferimento ai giorni successivi ai primi 10

Il lavoratore però ha la possibilità di presentare entro 15 giorni da quando gli viene notificata la sanzione, una giustificazione, nella quale sono indicati i motivi validi, per cui non era presente quando ha ricevuto la visita fiscale.

Infatti con le novità introdotte dal 2018, l’INPS ricorda come, nei casi in cui un dipendente pubblico risulti assente nelle fasce orarie di visita, debba avere l’obbligo di dare avviso preventivamente all’amministrazione presso la quale lavori.

In tal modo sarà evitata la visita, le possibili sanzioni dovute all’assenza ingiustificata, a patto che tale assenza venga trasmessa all’INPS in maniera tempestiva.

Le esenzioni dalla visita fiscale

Quindi in linea di massima nei casi di malattia il lavoratore deve garantire la propria presenza e reperibilità nelle fasce orarie stabilite dall’INPS.

Ci sono però delle eccezioni a questo obbligo, si parla infatti di esenzioni, che permettono di allontanarsi dal proprio domicilio.

Si tratta naturalmente di una forma di assenza momentanea che però deve essere comunicata perentoriamente, oltre che essere accompagnata da una giusta causa.

Tenendo quindi conto delle fasce orarie previste, i casi che andremo ad elencare fanno parte della categoria delle esenzioni dalla visita fiscale:

  • Un’assenza determinata da una forza maggiore (ad esempio, dal bisogno impellente di intervenire in una situazione di emergenza a favore di un familiare);
  • Quando la presenza del lavoratore in un determinato luogo, risulta imprescindibile;
  • Il caso in cui bisogna sottoporsi a delle visite mediche o dei trattamenti che siano realizzati solo in quelle fasce orarie di visita.

La casistica nella quale la giurisprudenza ha affermato che le cause di esenzione erano valide

  • La visita medica presso il proprio dottore impossibilitato in altri orari;
  • Quando ci si sottopone a frequenti trattamenti (come, ad esempio, le iniezioni) che debbano essere eseguiti fuori da quello che è il domicilio del soggetto lavoratore;
  • Nel dover ritirare dei referti medici che hanno a che fare con l’assenza dal luogo di lavoro;
  • La sottoposizione rispetto alle cure dentistiche, quando appunto siano urgenti;
  • Il doversi recare in farmacia per acquistare dei medicinali essenziali.

Orari visita fiscale malattia

Sempre a livello giurisprudenziale sono stati indicati dei casi nei quali, pur non comprendendo le casistiche appena previste, fosse possibile giustificare l’assenza nel caso di visita fiscale.

I giudici, quindi, hanno indicato come il lavoratore avesse esenzione anche quando:

  1. Dovesse partecipare ad attività di volontariato tali da non pregiudicare la sua salute;
  2. Dovesse visitare dei parenti ricoverati in ospedale, se ad esempio gli orari di visita coincidessero con quelli di reperibilità.

Nelle situazioni dove sia presente una grave patologia, è anche prevista l’esenzione dalla visita ma dietro presentazione di certificato medico. Infatti il proprio dottore verificherà la presenza delle condizioni che portano all’esonero e invierà all’INPS il certificato munito di codice E.

Credi che le fasce orarie stabilite siano abbastanza o dovrebbero modificarle?
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Quali patologie ci rientrano

Ci si potrebbe chiedere quali patologie rientrino in quest’ultima fattispecie: essa comprende le patologie croniche e quelle acute a lungo decorso, ad esempio i tumori, le malattie degenerative e, in line di massima, quelle che spesso possono portare il lavoratore ad assentarsi dal luogo di lavoro per il peggioramento delle sue condizioni di salute.

Infatti in questo genere di situazione il lavoratore non può rimanere stabilmente a casa perché ad esempio deve sottoporsi ad un trattamento di chemioterapia per alcune settimane, in maniera tale da recuperare uno stato di salute che gli permette una vita il più normale possibile.

Per gli altri casi non menzionati vale la regola generale delle fasce orarie previste in cui il lavoratore deve non risultare assente dal proprio domicilio.

Francesca Lombardi / Caporedattore
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Commento: 4
  1. Guisy

    Se sono assente dal lavoro a causa di malattia ma mi trovo all’estero, ho diritto alla tutela previdenziale?

    1. Francesca Lombardi (автор)

      Si, il diritto rimane tale, presentando comunque il certificato medico e rispettando anche se all’estero gli orari in cui essere reperibili.

  2. Melania

    E io, se mi assento dal lavoro per la malattia, devo comunque presentare al mio datore di lavoro il certificato medico?

    1. Francesca Lombardi (автор)

      Non più, in quanto sia in ambito pubblico che privato ci si serve dei servizi Inps per la presa visione dello stato del lavoratore.

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