<link rel="stylesheet" href="//fonts.googleapis.com/css?family=Roboto%3A400%2C400i%2C700">Collocamento mirato obbligatorio 2019 — come funziona e calcolo dei dipendenti assunti, esonero totale
Collocamento mirato 2019

COLLOCAMENTO MIRATO: TUTTE LE NOVITÀ 2019

Il collocamento mirato fa parte di un insieme di tutele per i disabili che fin dal 1992 sono state rese obbligatorie, con l’obiettivo di garantire loro un posto di lavoro.

Ma non solo: la novità, introdotta fin dal 1999, consiste proprio nel superamento dei limiti di questo istituto.

Intro

L’obiettivo, infatti, non è solo quello di garantire un lavoro, ma di indirizzare la scelta verso le attività più consone al tipo di disabilità e alle caratteristiche personali del lavoratore.

Insomma, una rivoluzione prima di tutto culturale, che tiene conto delle specificità del lavoratore disabile e lo vede come una risorsa per la società e non come un peso a cui – per legge – destinare un lavoro qualsiasi purché sia.

Vediamo, allora, il collocamento mirato 2019 come funziona.

Che cos’è il collocamento mirato

Il collocamento mirato è una tutela per i disabili, istituita nei primi anni ’90 e rivista parecchie volte da un punto di vista legislativo, attraverso cui si è garantito il lavoro ai disabili, riservando loro in modo proporzionale una parte di posti di lavoro sia negli enti pubblici sia nelle aziende che presentano una quantità consistente di personale dipendente.

In particolare godono di questa importante tutela:

  • Disabili che riportino una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 45%;
  • Persone che hanno riportato un’invalidità oltre il 33% a causa di infortunio sul lavoro;
  • Non vedenti, ovvero persone colpite da cecità totale o con riduzione della vista da entrambi gli occhi a meno di un decimo, e sordomuti dalla nascita;
  • Invalidi per motivi di guerra, sia civili sia militari.

Inoltre, le persone che non presentavano disabilità al momento dell’assunzione, ma in seguito a malattia connessa alla loro professione o infortunio sul lavoro riportassero una disabilità, hanno il diritto a che gli venga conservato il posto di lavoro fino al rientro in servizio.

Per poter mettere in atto il collocamento mirato

Per farlo, vengono opportunamente analizzati e valutati sia le situazioni personali di coloro che ne hanno diritto, sia i posti di lavoro sotto tutti i profili.

In questo modo si tenta di garantire la soluzione lavorativa migliore affinché i lavoratori possano costituire una risorsa.

In questo senso non solo devono essere scelte le attività più adatte, ma vanno messi in campo una serie di azioni che siano di sostegno sia al lavoratore sia all’imprenditore, garantendo così la massima collaborazione e le migliori relazioni interpersonali, anche in ambito di problem solving.

Calcolo dei dipendenti assunti

Assunzioni obbligatorie: come funzionano

Le assunzioni obbligatorie riguardano tutti i tipi di aziende, che operino siano in campo pubblico sia provato, che abbiano un numero di dipendenti superiore a una certa soglia.

Infatti, sono interessate da questo istituto tutte le aziende con 15 dipendenti e oltre.

Con l’aumentare del numero dei dipendenti dell’azienda, aumenta anche la quota numero di posti riservati a lavoratori con disabilità o invalidità.

Le aziende che hanno un numero di dipendenti compreso tra  i 15 e i 35 devono riservare un posto di lavoro a un disabile; le aziende che hanno tra i 36 e i 50 dipendenti devono riservare due posti di lavoro, mentre le aziende che hanno oltre cinquanta dipendenti devono riservare il 7% dei posti a disabili.

Numero di lavoratori per aziendePosti riservati ai disabili
Da 15 a 35n. 1 posto
Da 36 a 50n. 2 posti
Oltre 507 per cento

Inoltre, le aziende che contano più di 50 unità devono destinare dell’1% dei posti a vedove, orfani e profughi.

Il collocamento mirato è una tutela per garantire ai disabili un posto di lavoro adeguato alle loro caratteristiche. Che cosa ne pensi?
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Come si calcola il numero dei dipendenti

La legge ha indicato in che modo fare il conteggio dei posti di lavoro e la quota da riservare.

Infatti il calcolo dei dipendenti assunti non si basa sul numero dei lavoratori indistintamente, ma deve essere sfrondato di alcune categorie. Si tratta principalmente di lavoratori che si trovano in una condizione di lavoro temporanea o assimilati ai dipendenti ma non dipendenti a tutti gli effetti.

In particolare, si tratta di:

  • Dipendenti a tempo determinato, per i quali è stato stipulato un contratto di una durata inferiore ai sei mesi. Se il contratto viene rinnovato e il totale del tempo lavorato tra i vari rinnovi supera i sei mesi allora cade l’esclusione;
  • Lavoratori stagionali: sia che facciano parte di aziende private o pubbliche, non devono avere lavorato nella stessa azienda più di 156 giorni all’anno anche non continuativi, tenendo conto che si calcolano 26 giorni al mese;
  • Personale inquadrato in una mansione dirigenziale;
  • Coloro che svolgono la loro funzione in qualità di soci di cooperative;
  • Coloro che svolge le sue funzioni all’estero;
  • Coloro che sono stati assunti con contratto di apprendistato;
  • Coloro che sono stati assunti con contratto a termine e che sostituiscono altri lavoratori in malattia o in maternità, per i quali sussiste il diritto alla conservazione del posto;
  • Personale di aziende private destinato al telelavoro;
  • Lavoratori intermittenti.

Collocamento mirato obbligatorio esonero totale

Personale in part-time

Quando nel totale dei dipendenti è presente anche personale in part-time, il conteggio è un po’ diverso.

Infatti è necessario usare come base di calcolo un numero di dipendenti ridotto in percentuale sulla base dell’orario ridotto, sommando in un secondo momento le quote di tutti i lavoratori in part-time.

Per esempio, se in una ditta sono presenti 2 lavoratori a 18 ore (su un tempo pieno di 36 ore) e 3 lavoratori in part-time a 24 ore (sempre su un tempo pieno di 36 ore), il calcolo sarà il seguente:

  • 2 lavoratori a 18 ore su 36 di tempo pieno = 2 x 18 / 36 = 1;
  • 3 lavoratori a 24 ore su 36 tempo pieno = 3 x 24 / 36 = 2;
  • Totale lavoratori 3 (anziché 5 in part-time).

Esoneri dal collocamento mirato

Non tutte le aziende, però, sono interessate da questa tutela o, almeno, non tutte allo stesso modo. Infatti, il decreto legislativo 115/2015 ha introdotto degli importanti cambiamenti che riguardano sia l’esonero totale che l’esonero parziale.

Vediamo che quando si verificano i due casi:

Collocamento mirato obbligatorio esonero totale

Il comma 3bis del decreto legilslativo 115/2015 permette in alcuni casi particolari di non riservare posti ai disabili. Quindi, in determinate condizioni, i titolari delle aziende e gli enti pubblici con più di 15 dipendenti possono essere esonerati dall’obbligo e rispettare comunque la legge .

Per poter rientrare in questa situazione, si devono verificare le seguenti situazioni:

  • i lavoratori devono essere adibiti a mansioni considerate ad alto rischio;
  • il pagamento dell’INAIL relativo a questo tipo di attività deve corrispondere a un importo uguale o superiore al 60‰;
  • il titolare della ditta o il responsabile dell’ente pubblico deve presentare un’autocertificazione nella quale dichiara il versamento del premio INAIL superiore al minimo per avere diritto;
  • l’azienda o l’ente pubblico deve farsi carico di un contributo da pagare al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili. Il calcolo dell’importo viene fatto moltiplicando 30,64 euro per il numero di giorni di lavoro e il numero dei lavoratori per i quali l’azienda è stata esonerata dall’obbligo di assunzione.

I dati da inserire

Nell’autocertificazione il titolare della ditta o il responsabile dell’ente pubblico deve inserire i seguenti dati:

  1. Quanti sono i dipendenti totali, sulla base dei quali è stata calcolata la consistenza dei posti che si dovrebbero destinare ai disabili;
  2. la quota di riserva, ovvero quanti dovrebbero essere in totale i posti che dovrebbero essere destinati ai datori di lavoro ai disabili;
  3. Quanti lavoratori disabili sono impiegati attualmente nella azienda o ente pubblico che fa la richiesta;
  4. Quanti sono i lavoratori che si occupano di lavorazioni ad alto rischio. Per questi lavoratori il pagamento dell’INAIL viene versato per un importo uguale o superiore al 60‰;
  5. Quanti sono, invece, i lavoratori non impiegati in lavorazioni ad alto rischio (e per i quali si paga un premio INAIL inferiore al 60 per mille), sulla base dei quali è stato ricalcolato il numero di posti per disabili. Nel caso in cui tra questi ci fossero lavoratori in part-time, si applica la regola generale calcolando il numero di posti riservati in modo proporzionale.
  6. la quota netta, ovvero la quota di posti di lavoro destinati ai lavoratori disabili, calcolata solo sul numero di lavoratori che non svolgono mansioni ad alto rischio;
  7. la quota di esonero, ovvero i posti riservati ai disabili, calcolata sul numero di lavoratori le cui mansioni risultano ad alto rischio. Corrisponde alla differenza tra quota di riserva e quota netta.

Infine, il titolare dell’azienda o il responsabile dell’ente pubblico deve autocertificare il numero, la data e l’importo del versamento che compensa l’esonero.

Questo deve essere stato fatto nello stesso trimestre rispetto alla data dell’autocerficazione.

Collocamento mirato infografica

Collocamento mirato obbligatorio esonero parziale

I titolari di aziende private e i responsabili degli enti pubblici in determinate condizioni possono richiedere un esonero parziale.

Questo avviene se la loro attività si trova in situazioni particolari per le quali non siano in grado di offrire il numero di posti riservati ai disabili corrispondente a ciò che stabilisce la normativa.

In questo caso presenteranno un documento sotto forma di domanda nella quale dovranno indicare i seguenti elementi:

  • l’attività svolta dall’azienda, specificandone le caratteristiche particolari;
  • la modalità di svolgimento (in ufficio o all’esterno);
  • organizzazione degli orari e l’eventuale turnazione dei dipendenti, sottolineando le varie criticità;
  • il numero di dipendenti in rapporto alle varie mansioni, specificando quali sono i posti per cui si richiede l’esonero parziale;
  • la stabilità sul territorio delle unità operative interessate.

L’esonero parziale può essere richiesto solo su una parte dei posti di lavoro.

In linea generale l’esonero non può riguardare più del 60% dei posti, tuttavia per alcune tipologie di lavori, come quelle relative alla sicurezza e alla vigilanza e mansioni connesse al trasporto privato, può arrivare fino all’80.

Anche per questa eventualità il datore di lavoro deve farsi carico del pagamento del pagamento del contributo al Fondo regionale.

Il collocamento mirato riguarda le aziende con piùdi 15 dipendenti in modo proporzionale. Secondo te:
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Francesca Lombardi / Caporedattore
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