<link rel="stylesheet" href="//fonts.googleapis.com/css?family=Roboto%3A400%2C400i%2C700">Istanza di autotutela amministrativa nel 2019 ricorso, modello e annullamento
Autotutela amministrativa

CHE COS’È L’AUTOTUTELA AMMINISTRATIVA E COME SI PRESENTA

L’autotutela amministrativa, come dice la parola stessa, è una tutela concessa dalla pubblica amministrazione a un cittadino destinatario di un atto.

Può succedere infatti che l’emanazione di un atto contenga degli errori di vario genere: dal semplice errore formale all’errore nel merito.

Intro

Il cittadino che riceve quest’atto e si accorge degli errori, anziché presentare un vero e proprio ricorso, ha certo un periodo di tempo per presentare l’istanza di autotutela, grazie alla quale l’atto può essere corretto o annullato direttamente dal responsabile del procedimento.

La ratio del legislatore nel creare questo tipo di tutela non è solo a vantaggio del cittadino, ma anche della pubblica amministrazione che ha emesso l’atto, soprattutto nel momento in cui si tratti di un errore formale.

Il ricorso amministrativo, infatti, richiede tempi lunghi e costi più elevati mentre invece il ricorso in autotutela permette una risoluzione più rapida ed efficace del contenzioso.

Vediamo allora che cos’è l’autotutela, quando si può utilizzare e come.

Che cos’è l’autotutela

L’autotutela è un complesso di azioni previste dalla legislazione italiana attraverso le quali il cittadino può difendersi di fronte a un atto che ritenga illegittimo o contenente degli errori e chiedere che venga annullato o sanato.

L’amministrazione che l’ha emesso avrà così la possibilità di riesaminare il proprio atto e verificare se ci siano le condizioni per emettere un provvedimento in secondo grado che vada a modificare l’atto stesso.

A seconda del rieseme dell’atto si avranno 3 possibili soluzioni:

  • Autotutela demolitoria;
  • Autotutela conservativa;
  • Autotutela confermativa.

Autotutela amministrativa 2019 infografica

Autotutela demolitoria

Questo caso di verifica nel momento in cui la pubblica amministrazione ritenga che l’atto emesso sia illegittimo.

Questa fattispecie si può configurare in due casi:

  1. Che l’atto contenga vizi insanabili, in tal caso si procederà all’annullamento in autotutela;
  2. Che l’atto contenga vizi di merito, in tal caso si procederà alla revoca.

Tuttavia, perché la pubblica amministrazione decida di procedere all’annullamento o alla revoca, devono verificarsi altre due condizioni, oltre alla presenza di vizi.

  • Deve esserci un interesse comune perché l’atto venga annullato o revocato;
  • Deve essere trascorso un tempo congruo dal momento dell’emissione dell’atto, generalmente si tratta di un termine di 18 mesi.

Con questo si intende che se l’atto non ha effetti che possono danneggiare in qualche modo l’interesse comune o se l’interesse non è più attuale, non è necessario rimettere mano al provvedimento.

Validità della revoca

A differenza dell’annullamento, la revoca ha validità solo per gli effetti futuri. Quindi perché possa essere attuate:

  • Non ci devono essere vizi di illegittimità, altrimenti si ricade nell’annullamento;
  • Deve avere validità durevole nel tempo, perché eliminando solo gli effetti non avrebbe senso di esistere;
  • Devono essere mutate le condizioni che al momento dell’emissione del provvedimento lo rendevano efficace;
  • Si deve prevedere un indennizzo per il soggetto che dalla revoca riceva un danno.

Istanza di autotutela 2019

Autotutela conservativa

Questo tipo di tutela viene applicata nel momento in cui il riesame da parte della pubblica amministrazione rivela che esiste, di fatto, un errore ma che si tratta di un errore sanabile.

Il questo caso il provvedimento rimane in vigore ma vengono sanati i vizi presenti. A seconda del tipo di vizio e all’azione necessaria per sanarlo, si utilizzano procedure diverse.

Convalida

Questo tipo di autotutela quando sono presenti dei vizi di forma o meri errori formali che non pregiudicano l’integrità dell’atto (per es. mancanza di elementi come l’indicazione della legge di riferimento, della firma del responsabile del procedimento etc.).

Il tal caso l’ufficio competente provvede a correggere gli errori e a convalidare l’atto.

Ratifica

Questo tipo di autotutela è una sottospecie del caso precedente e si verifica quando esiste un vizio di incompetenza, cioè l’atto è valido ma non è stato emesso d’ufficio competente.

In questo caso è sufficiente l’approvazione dell’ufficio competente attraverso, appunto, una ratifica di conferma.

Sanatoria

Si ricorre alla sanatoria quando la mancanza di un atto o di un presupposto al momento dell’emanazione del procedimento lo rende illegittimo.

In tal caso viene emesso l’atto mancante in sanatoria o aggiunto il presupposto necessario.

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Autotutela confermativa

Questo tipo di autotutela si verifica nel momento in cui, dopo il riesame dell’atto, l’ufficio competente ne conferma la validità.

Questo avviene perché non viene rilevato alcun vizio e perché sussistono ancora le motivazioni che hanno portato all’emanazione. Si considera quindi che l’atto sia legittimo.

Tuttavia, la conferma in autotutela si verifica nelle seguenti condizioni:

  • Dopo il riesame da parte dell’ufficio competente;
  • Con l’emanazione di un nuovo atto che sostituisce completamente quello precedente;
  • Con nuovi termini per l’impugnazione.

La tabella seguente riassume i vari tipi di autotutela, i casi in cui vengono presentati e le conseguenze:

Tipo di autotutelaTipo di vizioCondizioni perché si verifichiConseguenze
AnnullamentoIllegittimitàInteresse comune

Presentato entro 18 mesi dall’emanazione dell’atto

L’atto non è mai esistito
RevocaVizi di meritoEfficacia durevole nel tempo

Mutate condizioni dal momento dell’emanazione dell’atto

L’atto è esistito ma vengono eliminati gli effetti sul futuro.

Si prevede un indennizzo per eventuali danni a privati cittadini

RatificaVizio di competenzaApprovazione da parte dell’ufficio competenteL’atto rimane valido
ConvalidaVizi di formaEliminazione degli errori formaliL’atto rimane valido
SanatoriaMancanza di atto o presuppostoEmanazione a posteriori dell’atto mancanteL’atto rimane valido
ConfermaNessun vizioRiesame dell’ufficio competenteViene emesso un nuovo atto

Ripartono i termini per l’impugnazione

Istanza di autotutela 2019: come presentarla

Il cittadino, nel momento in cui si accorge di un errore all’interno di un atto a lui intestato, può chiedere all’ufficio competente in riesame dell’atto stesso attraverso l’autotutela.

In alternativa all’autotutela, può presentare un ricorso.

Tuttavia, mentre l’autotutela viene presentata all’ufficio stesso che ha emesso l’atto e può essere formalizzata con una semplice lettera senza alcun tipo di spesa e senza l’intervento di professionisti o consulenti, il ricorso è una procedura più complessa e costosa anche se la presenza di un giudice a dirimere la controversia garantisce una maggiore imparzialità.

Bisogna però tenere conto del fatto che, nel caso in cui l’autotutela dovesse confermare l’atto, è comunque possibile presentare ricorso giurisdizionale.

I tipi di errore

Abbiamo visto nei paragrafi precedenti i tipi di vizi da un punto di vista giuridico. Ma, per chi non è esperto, come si possono distinguere questi errori?

Ecco un elenco che esemplifica:

  • Errore di persona, cioè l’atto viene intestato alla persona sbagliata per scambio di persona o per puro errore materiale nella trascrizione del nome;
  • Errore di calcolo: anche in questo caso possono essere state riportate cifre errate ma che non pregiudicano la validità dell’atto oppure possono renderlo inesistente nel momento in cui la violazione contestata non esiste;
  • Errore sull’imposta: la persona può non essere titolare del bene su cui viene richiesta l’imposta oppure l’imposta può non essere dovuta. In questo caso si può verificare anche una doppia tassazione per errore dell’emissione dell’atto da parte dell’ufficio o per mancata registrazione del pagamento;
  • Errore materiale da parte del contribuente: per esempio indicazione errata dei dati che non pregiudica comunque l’effettuato pagamento e che può essere riconoscibile dalla pubblica amministrazione.

A seconda della gravità dell’errore e della possibilità o meno di sanarlo si configurato i tipi di autotutela di cui sopra.

Annullamento in autotutela

Come presentare l’autotutela

L’autotutela viene presentata all’ufficio che ha emesso l’atto dalla persona a cui è intestato senza necessità di intermediari.

Il modello di autotutela deve contenere i seguenti elementi:

  • Nome, cognome e dati identificativi di chi la presenta;
  • Indicazione dell’ufficio a cui viene presentato;
  • Numero e data dell’atto a cui fa riferimento;
  • Indicazione delle motivazioni e dei vizi per cui si ritiene che l’atto sia illegittimo;
  • Dichiarazione di autorizzazione del trattamento dei dati ai sensi della legge sulla privacy in vigore (attualmente GDPR 679/2016);
  • Dichiarazione di consapevolezza che le dichiarazioni false o mendaci sono perseguite ai sensi del diritto civile e penale;
  • Richiesta di procedere al riesame ed all’annullamento o rettifica dell’atto;
  • Data di presentazione dell’autotutela;
  • Firma di colui che la presenta.

A questo modello vanno allegati eventuali documenti che attestino l’illegittimità dell’atto, copia dell’atto stesso e copia del documento di identità di chi lo presenta.

Se dovessi averne necessità, pensi che la useresti?
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Francesca Lombardi / Caporedattore
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